STORIA DEI BIRIBINI

ilbiribino

13 Luglio 2017

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Storia dei Biribini

La tradizione orale, alcune confidenze avute da diversi sacerdoti, ricerche approfondite nelle biblioteche locali e un pizzico di intuito, come in un puzzle, hanno fornito tante tessere per un quadro che ha dell’incredibile!

Certo non prendete questa storia per oro colato ma vale la pena di raccontarla, sembra una fiaba. E come tutte le fiabe inizia così:
“C’era una volta in un paese lontano, lontano un re molto cattivo… ”

Una storia incredibile e meravigliosa!

Nel nostro caso il re cattivo era il re di Francia Filippo il bello, il quale indebitato nei confronti dell’ordine dei Templari ebbe la bella idea  di divulgare la falsa notizia, attraverso testimoni corrotti, che i Templari svolgevano pratiche diaboliche. Tutto questo certamente allo scopo di non pagare i debiti accumulati nei confronti dell’Ordine… e…  l’ambizione non ha mai fine… con l’intento di trasferire nei propri forzieri gli enormi tesori dei Templari. Riesce a convincere anche il Papa Clemente V, attraverso varie vicissitudini, a emettere una Bolla Papale che condannava i Templari a morte per eresia con la confisca di tutti  loro beni, non contento riesce a coinvolgere anche Ferdinando IV, sicuramente promettendo parte del tesoro confiscato. Quindi questa diabolica trinità: Filippo il bello, Clemente V e Ferdinando IV; in un nefasto giorno: venerdì 13 del mese di ottobre 1307 (oggi è l’anniversario) (da qui che venerdì 13 porta sfortuna) diede l’ordine di arrestare tutti i Templari e con un agguato ben organizzato, in tutta europa e in tempi rapidissimi per non dare modo ai Cavalieri di organizzarsi in una difesa, li sterminarono.

Bene, cioè male,.. comunque andiamo avanti… Ci sono stati dei superstiti per esempio: i Templari del Nord Europa sono scappati in Scozia e sembra che sono all’origine dell’Antico Rito Scozzese, la Massoneria Originaria venuta ufficialmente fuori qualche secolo dopo; i Templari della Bassa Francia e Spagna sono scappati in Portogallo (Priorato di Sion); quelli della bassa Italia a Malta (Cavalieri di Malta); quelli della bassa Europa e dell’ alta Italia sono scappati nell’attuale Svizzera (Infatti la bandiera della Svizzera mostra la Croce patente); ecc…

Scusate se racconto una storia così importante frettolosamente, ma questo mi serve solo come introduzione per arrivare ai Biribini. Bene!, sembra che un piccolo gruppo di Templari in fuga, adibiti al controllo delle vie del sale nel centro Italia, non potendo andare a sud perché cera Roma e i soldati dei Clemente V, non potendo andare a nord perché Ferdinando IV controllava la Padana , decisero di nascondersi nell’alta val Tiberina ai quei tempi insalubre e circondata dai monti dell’Appennino e si chiamavano … appunto…:”Biribini”. Un sacerdote una volta mi disse: “solo i preti sanno chi sono i Biribini”; e io gli chiesi:”perché?”; la risposta fu sconcertante: “la Chiesa li ha perseguitati perché condannati di eresia”. Infatti tutto torna, in tempi successivi questi Biribini che formavano una setta a tradizione Templare, furono scoperti e perseguitati. Sembra che la loro sede dove si riunivano esista ancora, ed ha un fascino unico, oggi è adibita ad attività turistico ricettiva. Tutt’oggi esistono dei superstiti dei Biribini sembra a Pietralunga, un piccolo borgo nei monti circondanti Città di Castello.

Infatti la torre del complesso architettonico “il Biribino”, la parte più antica, segue le regole costruttive della proporzione perfetta. Regole univoche su tutte le costruzioni Templari partendo dal tempio di re Salomone. Tale  “proporzione perfetta” scoperta in tempi immemorabili e riscoperta da Fra. Luca Pacioli vissuto a Sansepolcro nel XV secolo, utilizza l’angolo perfetto che è l’angolo che seguono i petali dei fiori per ottenere la massima insolazione dal sole ed è l’unico angolo che permette la non sovrapposizione dei petali.   Bene, le misure della torre del Biribino rispettano al centimetro la proporzione perfetta. Un’altro aspetto che ci conferma la tradizione costruttiva Templare è la modanatura della torre che serviva da parapetto alle guardie che controllavano il perimetro infine la torre aveva il bagno, una protuberanza che permetteva l’evacuazione, ai quei tempi presente solo sulle costruzioni Templari.

Oggi il complesso architettonico “Il Biribino” è un monumento nazionale, vincolato dalla Sovrintendenza ai beni archeologici e artistici.

Secondo me la Storia in generale quella che si studia sui libri, anche sui libri che i nostri figli portano a scuola ha un difetto solo: “viene scritta sempre da chi vince!”, e chi vince, se non ha la coscienza a posto, cerca generalmente di annebbiare i fatti. Sempre secondo me, spesso, la tradizione orale rispecchia di più la Verità dei fatti, Verità che va sicuramente custodita perché è un bene prezioso!

In ogni caso io sono un fedele e devoto Cristiano Cattolico e anche se non condivido l’operato di Clemente V mi sottometto umilmente alla volontà della Chiesa, sarebbe bello, se un giorno, un grande Papa, riabilitasse i Santi soldati di Maria cioè i Cavalieri Templari ridando loro l’onore che meritano.

6 Gennaio 2011 ore 15:30

«Maestro! è Lei?»
Con queste parole, mal pronunciate, quasi balbettate, accolgo un distinto signore, che si stava avvicinando al mio casale, percorrendo, con passo incero e aiutato dal un bastone, il vialetto in pietra. Alla sua vista, rimasi pietrificato e sbigottito, sapevo chi fosse. Era come se una leggenda diventasse realtà e non riuscivo a credere ai miei occhi, istintivamente senza accorgermene feci un inchino, e rimasi in quella posizione sicuramente inusuale per me. Mentre si avvicinava il mio cuore cominciò a battere veloce, l’emozione prese il sopravvento, pensai: “questa figura enigmatica e fantastica esiste veramente! e sta venendo a casa mia!”. Il suo sguardo era attratto dalla torre che scrutava con attenzione, dopo un tempo che sembrava lunghissimo, finalmente abbassa lo sguardo nella mia direzione e con voce scandita e baritonale si rivolse a me: «Buongiorno! Maurizio è Lei?». Risposi sempre con un groppo alla gola: «Si Venerabile Maestro». Il suo sguardo luminoso mi stava scrutando e io mi sentivo penetrato fino nel profondo, si girò verso la sua scorta e con un cenno della mano li fece arretrare, e riportando lo sguardo su di me mi chiese: «com’ è possibile che mi conosce?». Stimolato dal tono dolce alzai la testa e risposi: «Maestro, ho studiato molto. Lei, se non erro, è l’attuale signore dei Kohanim. Siete solo in ventidue in tutto il mondo a conoscere la verità, siete anche definiti: “I Re di Dio” o “Rex Deus”». I suoi occhi si spalancarono e con un sorriso rispose: «Un degno proprietario per una degna casa.». «Maestro, è una modesta dimora.» «Non la sottovaluti, vede la modanatura sulla sommità è tipica dell’architettura templare, mi sa dire le misure della torre?» «la torre è ha base quadrata di m 5,50 e l’altezza è di m 11» «Come immaginavo, non mi ero sbagliato, è sicuramente templare!» «Maestro mi scusi, la modanatura la conoscevo anch’io, ma le misure che centrano?» «Conosce la proporzione perfetta, sa che tutto parte da un’angolo chiamato “angolo perfetto” che è l’angolo utilizzato dai petali dei fiori per disporsi in maniera tale da non sovrapporsi mai e quindi ottenere la massima insolazione. Bene, l’angolo perfetto misura circa 137,5° , se moltiplica questa cifra per 4 ottiene 5,50 che è la base della sua torre, e se moltiplica 137,5 per otto ottiene l’altezza della torre che è di 11 metri, giusto?». Rimasi pietrificato, mi ero appena rilassato ma le parole del Maestro mi avevano messo in crisi di nuovo, come era possibile che non ci avessi mai pensato, mi sentivo uno stupido e poi conoscevo queste regole matematiche utilizzate su tutte le cattedrali gotiche. Cercai di cambiare discorso «Maestro, la prego, entri in casa le offro da bere!». Voltandosi verso gli uomini della scorta, gli fece cenno di aspettare fuori alle macchine, si tolse il cappello, e varcò con l’aiuto del bastone la soglia del piccolo ingresso. All’interno fece solo un passo e poggio il lato destro del volto alla parete e chiuse gli occhi. Conoscevo un po’ le sue stranezze e rimasi in silenzio ad aspettare. Passarono interminabili minuti e cominciavo a preoccuparmi, pensai: forse si sente male. Dopo circa 10 minuti non resistetti più ed esclamai: «Maestro! Maestro! Tutto bene?». Non l’avessi mai fatto i suoi occhi si aprirono e mi guardarono come se volessero uccidermi, era evidente che non avrei dovuto disturbarlo, con voce esile: «Mi scusi Maestro, ho pensato che stesse male!». Il suo volto tornò sereno e accennando un sorriso mi disse: «stavo ascoltando la casa, i materiali in qualche modo trattengono le emozioni, vedevo come un film che parlava di morte, di onore, di sofferenze, di preghiere e di amore. Mi hai distolto nel più bello. Dimmi figliolo, non è forse stata qualche forza a te sconosciuta che ti ha portato qui, in questa casa?». Mi aveva chiamato “figliolo”, che onore, il mio volto si arrossì. Risposi con voce rotta e tenue, opposta alla sua baritonale che oltretutto all’interno risuonava ancora più imponente: «Maestro, è stata tutta una magia, dopo se vuole le racconto, ma adesso venga, si accomodi in sala, si sieda, starà più a suo agio, mi dia pure il cappello e il cappotto.» «Complimenti una bellissima sala, si capisce che tutto qui è stato realizzato con amore.» «Maestro, grazie, troppo gentile, in effetti è tutto nato da dentro con poche possibilità ma tanto amore!» «Sai figliolo: “Dio è amore”. Questa affermazione è facile da confermare, basta osservare il creato: quale armonia, quale eccelsa bellezza, quale infinita perfezione può nascere se non dall’amore. L’amore si riconosce su tutte le creature, su tutte le piante, su ogni cosa che i nostri occhi hanno il privilegio di vedere. Concordi con me?» «Maestro la sua fama è nulla rispetto all’emozione di poterla ascoltare, mi consideri un suo umile adepto, si sieda la prego». Scelse una poltrona di pelle rossa, stava riprendendo a parlare quando la ragazza entra con un vassoio di pasticcini e una teiera. Rivolgendomi a lei: «Grazie Paola, ora non ci disturbare più e fa in modo che nessuno entri.» Rivolgendomi al Maestro: «Non faccia complimenti, si serva pure!» «Perdonami figliolo, prenderò solo un sorso di thè, se me lo permetti vorrei fumare un sigaro?» «prego Maestro, faccia come fosse a casa sua.» «Sono venuto qui per un motivo molto importante, non ho tantissimo tempo, ti devo raccontare tante cose, ma prima devo sincerarmi che sei un giusto. Ho letto il tuo libro “3 giorni a Medjugorje”, so molte cose su di te, per fortuna la rete è ben fornita di informazioni sul tuo conto, ma la cosa che mi ha colpito di più sono stati i feedback degli ospiti che sono stati in questa tua Residenza d’epoca. Riportavano tutti significativi segni di grazia, indice che hai la capacità di toccare i cuori delle persone. Dimmi figliolo, raccontami la magia di come sei arrivato in questo santo luogo?» «Maestro, mi scusi, ma forse sta sbagliando persona, io non sono nulla di speciale, veramente mi sento un’inutile pedina, senza significato. Mi sembra di essere cascato in questo mondo come per castigo, come se avessi delle colpe da scontare la mia vita sembra una condanna. Mi scusi, non voglio annoiarLa con le mie disgrazie.» «Figliolo, nulla è a caso, parlami di te voglio capire?» «Come Le dicevo, fin dall’infanzia è stata dura. Mio padre a tre mesi andò via di casa, mia madre andò via anche Lei a lavorare a Firenze, sono cresciuto con i nonni e a nove anni sbattuto in un collegio militare. Non voglio perdermi nei particolari ma credo sia lecito affermare che la mia vita è stata un castigo.» «Sai figliolo, solo attraverso la sofferenza lo spirito si eleva. Ti sei mai chiesto perché i Santi sono martiri o persone che hanno sofferto la passione di Gesù? Solo la sofferenza eleva l’uomo e l’avvicina a Dio. Chi fa della vita una mera caccia alle soddisfazioni terrene non può far altro che cadere nell’oblio delle tenebre. La strada che porta alla luce è una strada sofferta, devota e pia, piena di rinunce e dolori. Ma in questo risiede la nobiltà, pensa ai cavalieri templari, veri nobiluomini, ma facevano voto di povertà e castità. Quindi figliolo, nella tua sofferenza devi vedere un dono, che ti ha avvicinato a Dio e che ti condurrà alla luce. Le vie del signore spesso sono imperscrutabili, ma hanno sempre un senso, e spesso non è dato a noi conoscerlo. Dobbiamo essere umili a dobbiamo affidarci alla Divina Misericordia.» Dopo una pausa e un sorso del suo the il Maestro riprende: «Figliolo, dimmi se sbaglio, secondo me, il tuo destino è stato segnato, sei stato sottoposto a dure prove nella vita che ti hanno portato a rafforzare il tuo spirito, ho saputo che hai un figlio autistico e sono ha conoscenza anche di altre tue sofferenze e ingiustizie subite. E sono però anche convinto che in questa tua battaglia non ti sei mai sentito solo, sono convinto che hai sempre sentito una presenza che ti ha sostenuto e aiutato nei momenti più duri. Suppongo anche che sei stato spinto da una forza interiore ad acquistare questa casa, e la stessa forza ti ha spinto anche alla sua ristrutturazione contro ogni logica di convenienza e prudenza. Dimmi figliolo ho ragione?». Mentre parlava io sprofondavo sempre più sulla mia poltrona e mi chiedevo come fosse possibile che conoscesse i miei pensieri più profondi, dopo un lungo respiro per riprende fiato, risposi: «Maestro, ogni sua parola, sul mio conto, è verità.» «Come vedi, figliolo, fai parte di un piano divino, il Signore ti ha affidato un compito da svolgere, lasciandoti inconsapevole di tutto ciò. Ma sono sicuro che piano, piano, dentro di te si sta formando una coscienza di tutto ciò ma non conosci lo scopo, non conosci il perché di tutto questo, giusto?» «Maestro, sono perso, sento questa presenza dentro me, sento questo calore che mi scalda, con conseguenze devastanti per la mia vita nella società: non riesco più a lavorare, dedico tutto il mio tempo alla ricerca della verità ma non riesco a mettere a fuoco la magia che ci avvolge, cerco di capire i miracoli il senso delle apparizioni della Madonna e i suoi messaggi, cerco di capire il disegno divino, ma ahime solo nebbia, l’oscurità mi avvolge non sono degno di conoscere la verità e il senso della vita.» «Piano! Piano! Un passo alla volta. Vedi, se tu sei alla ricerca della verità è già molto vuol dire che credi che la vita non è tutta qui, questa in altre parole si chiama fede. Ti premetto che Dio è imperscrutabile sia per gli uomini che per gli angeli o esseri spirituali come li hai chiamati tu, quindi abbandona immediatamente la ricerca a capire Dio non sta a noi capirlo. Mentre sta a noi seguirlo con umiltà e devozione come un cavaliere che fa voto di ubbidienza ai superiori. Capisci?» «Si Maestro, le sue parole mi hanno illuminato, probabilmente Lei è un segno di Dio. Senza una guida spirituale è facile perdersi, grazie Venerabile Maestro.» «Se ti può consolare, Dio utilizza i suoi figli per realizzare i suoi intenti, tu, figliolo sei un figlio di Dio!» «Maestro, perdonatimi, ma tutti siamo figli di Dio!» «Perdonami, tu, tutti siamo creature di Dio, ma io intendo “figlio di Dio” come essere un suo prescelto, uno persona in cui Dio conta a cui affida dei compiti. Una piccola parte degli uomini, sono prescelti fin dall’inizio, e si divido in figli di Dio e in figli di Satana, mentre la maggioranza, amorfa e persa, costituisce delle masse mosse dai mass media e influenzabili dal male e dal bene che creano lo squilibrio e l’incertezza necessaria alla battaglia finale tra il bene e il male. La battaglia finale di Armaghedon, il cui esito stabilirà se essere simili a Dio e quindi se conoscere il bene e il male è positivo o negativo.». Maestro, mi scusi se mi permetto, vorrei esprimervi il mio pensiero su questo argomento. «con piacere, è proprio quello che voglio conoscere!» Io intuisco che il male che noi combattiamo con tutte le nostre forze, forse, è necessario! Penso che non può esistere il bene senza il male, e viceversa, sono due forze indispensabili per portare gli uomini a una “scelta”, a schierarsi a prendere posizione e decidere da che parte stare. «Maurizio, queste tue parole convalidano il pensiero che ho su di te, sei un prescelto, non a tutti è dato da capire che il male, rappresentato da Satana, un angelo bellissimo è necessario! Non a tutti è dato da capire che stà a noi trasformare il male in bene e capire che grazie al male possiamo avvicinarci al bene e imboccare la strada giusta della salvezza.» «Il vero problema è che Satana è troppo bravo: ha indotto gli uomini a scelte sbagliate. Ha convinto gli uomini che il progresso, il consumismo, il capitalismo e il denaro sono lo “scopo” da raggiungere con ogni mezzo. Ha trasformato la vita degli uomini in un girone infernale Dantesco.». «In effetti, Maestro, mi accorgo che le persone corrono dalla mattina alla sera per risolvere i loro problemi di rate, di prestiti, di bollette, di multe ecc. Mi accorgo che il tempo non basta mai, e che, non hai mai una attimo di respiro. E come conseguenza, tutto ciò, porta gli uomini a non pensare, a non riflettere. Passa il tempo e le persone non si accorgono nemmeno che stanno vivendo un miracolo incredibile che si chiama “Vita”. Non si accorgono della natura e di tutto ciò che li circonda. E’ incredibile, Maestro, non si accorgono nemmeno di essere “nati”».

Dopo queste mie ultime affermazioni, il Maestro Venerabile, distoglie lo sguardo dai miei occhi e pensieroso fissa la sua tazza di the. Mi cominciavo a preoccupare e tra me pensavo: «forse ho detto qualche cosa di sbagliato!». Passarono lunghi istanti e finalmente i suoi occhi si posarono nuovamente su di me, e con tono solenne: «Figliolo, la nostra fratellanza ha bisogno di persone come te. Sono qui perché ti voglio proporre a un noviziato.». Avevo appena acceso una sigaretta, talmente era l’emozione che credo di averla fumata tutta in una sola tirata, infatti dopo poco si scatenò una tosse inarrestabile. «Maestro, chofff chofff, mi scusi, chofff chofff.» «Ingegnere! cosa mi combina?». «Maestro, perdonatemi, chofff, volevo dire che non sono degno di questo onore, grazie, ma non posso accettare.». «Figliolo, tu hai, ciò che serve: conoscenza, fede e spiritualità.» «Grazie, grazie di cuore, ci penserò ma non credo di poter accettare, ho una situazione familiare pesante, il mio bimbo autistico richiede cure e terapie continue.» «Figliolo, avrei una domanda da porti, premetto che il toponimo di questo posto “Biribino” è molto interessante oltre alle origini templari, come abbiamo detto prima. La domanda è: in questa dimora storica esistono stanze segrete, tunnel, gallerie o altro?». Presi tempo a rispondere, avevo bisogno di riflettere, mi alzai per prendere un’altra sigaretta e questa volta l’accesi con calma, e solo dopo aver espirato una bella boccata di fumo, risposi. «Maestro, perdonatemi, ma ho delle riserve a rispondere, però, segreto per segreto, potrei rispondere a patto che mi racconta le origine dei “Rex Deus” mi sono scervellato per capire, ma ha riguardo ho una nebbia totale.». Questa volta avevo messo in difficoltà il Venerabile, mi accorsi che anche Lui stava pensando alla risposta, ma solo dopo pochissimi istanti, mi guarda e sorridendo esclama: «Ok, sento di potermi fidare, prima di cominciare però ho bisogno di energia» e a un suo cenno della mano, un uomo scuro di carnato, si precipita al suo cospetto. Rimasi incredulo a ciò che vedevo, oltretutto, pochi istanti prima nella stanza non c’era nessuno, non capivo da dove fosse entrato, scrollai la testa, e pensai ancora incredulo a chi avevo di fronte. Il maestro venerabile ordinò all’uomo: «Portami due sigari cubani e la bottiglia di rum che tu sai!», dopo una breve pausa: «Ingegnere! Però prima che inizi dobbiamo fare un patto, non so se tu sei al corrente? Ma devo avvertirti, che nel nostro ordine, chi tradisce, paga con la vita! Sei sicuro di voler conoscere la verità?». «Venerabile Maestro, la mia risposta è si! Come dice la Bibbia alla base di tutto c’è la conoscenza, una persona non può tener testa alla vita senza conoscerla, la prego mi racconti tutto.». Nel frattempo rientra l’uomo di prima con due lunghi sigari e una bottiglia bassa e larga con un’etichetta logora dove l’unica parola che si leggeva era “Rum”. Il Maestro, tagliò e accese il sigaro con molta calma, poi iniziò a parlare: «e sia! Ti racconterò i segreti Templari a, vediamo, iniziamo da dove tutto a sempre avuto inizio, iniziamo da Gerusalemme!….»

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